“Che razza di fan sarei se non leggessi il romanzo che ha dato il nome alla mia band preferita?”
Questo era il pensiero che mi ha ossessionato per giorni finchè “Ecstasy” di Irvine Welsh non è finito nelle mie mani.
Inizialmente devo confessare che ero un po’ scettica: avevo letto la trama su internet e conoscevo il genere, dal momento che avevo sentito parlare diverse volte di “Trainspotting” (e non ho mai trovato il coraggio di vedere il film). Ma, poichè sono curiosa come una scimmia, ho accantonato i miei dubbi e ho iniziato a leggere.
E qui la rivelazione: il libro è davvero stupendo!! Studio permettendo, me lo sono pappato in due giorni, godendomi parola dopo parola.
C’è da dire che è uno stile molto particolare; il linguaggio è volgare e basso, esplicito e irriverente. Magari potrebbe infastidire, ma secondo me si sposa perfettamente con i personaggi e gli argomenti trattati.
Si, perché Welsh non parla certo del mondo delle fate o delle avventure di una spensierata bambina alla ricerca del suo coniglietto. Descrive una società corrotta e degradata, evidenzia lo sporco ovunque, insegnando che le anime nere esistono tra le persone bene quanto nelle periferie, lo è il conduttore quanto l’ultra del West Ham. E i dialoghi pieni di parolacce e imprecazioni diventano una parte essenziale del romanzo, senza i quali le vicende risulterebbero fittizie e distanti.
Veniamo alla storia.
Come dice già il titolo, “Ecstasy” si compone di tre racconti brevi differenti per vicende , ma accomunati dallo stesso motore: l’amore. Ma non è l’amore da favola, quello dolce e un po’ sospirato: è il colpo di fulmine tra due anime patetiche e amareggiate, accomunate dalla solitudine; è la passione folle che spinge all’autodistruzione, a perdere tutto; ed è anche la paura di innamorarsi e la confusione che provoca dolore e sconforto.
Tre storie di un amore diverso, di un amore chimico: è l’ecstasy, infatti, il cupido della situazione. La “magica” pasticca, onnipresente come molte altre droghe (seriamente, mi sono fatta una cultura pazzesca in materia), toglie le inibizioni, aiuta il corpo ad abbandonarsi al martellante ritmo della house e della jungle, colonne sonore di tutto il libro, e fa brillare le persone di una luce nuova, più affascinante. Improvvisamente ci si ritrova innamorati come non lo si è mai stati, si è accesi dal desiderio più bruciante per una persona appena conosciuta.
E allora tutto diventa un discorso un po’ filosofico un po’ ingenuo, gli avvenimenti si susseguono in flash allucinati, uno “sballo” mentale quanto letterario, a mano a mano che le droghe entrano in circolo annebbiando il cervello e prendendo il controllo delle azioni.
Ma dopo lo sballo c’è il planaggio. Si formulano così i pensieri più tristi e più neri, la vita viene sbattuta in faccia agli illusi in tutta la sua cattiveria, distruggendo il piccolo momento di pace e liberazione, di felicità chimica.
La vita non si limita alla discoteca, ambientazione fissa dei tre racconti. I personaggi sono costretti loro malgrado ad affrontare la realtà, ognuno deve fronteggiare i propri demoni: c’è chi si rialza dal suo miserevole stato e trova la felicità vera, e chi invece crolla nel baratro senza più speranza di risalita.
“Ecstasy” non è certamente un libro allegro, tanto meno divertente: è duro e reale come solo la vita sa esserlo. Tuttavia, credo di aver capito perché Mikey lo abbia tanto apprezzato: ogni volta che leggevo, le emozioni provate erano fortissime e mi sentivo sempre più vicina a questi eroi imperfetti e a tratti sbagliati che, però, ai miei occhi hanno sempre avuto la tempra e la tenacia dell’intrepido Ulisse.





"Così tante persone ti trattano come se fossi un bambino che tu puoi tranquillamente comportarti come se lo fossi, e quindi puoi lanciare il televisore dalla finestra dell'hotel." Gerard Way
"Se per un minuto pensi di essere migliore di una ragazzina con una maglietta dei Green Day, stai prendendo un granchio. ricorda la prima volta che sei andato ad un concerto e hai visto la tua band preferita. indossavi la loro maglietta, e cantavi ogni parola. Non sapevi nulla di politica, capelli o moda. Tutto ciò che sapevi era che quella musica ti faceva sentire diverso da tutti quelli con cui avevi diviso qualcosa. Qualcuno finalmente ti capiva. Questo è ciò che fa la musica" Gerard Way"The world is less violent when you're using hula hoops." Mikey Way"Heroes are ordinary people who make themselves extraordinary." Gerard Way"Suicide is a serious thing. And if you know anyone who is suicidal, you need to get them help. No one should be in pain. Everyone should love themselves. Like I love you all." Gerard Way